Dopo il primo grado e l'appello, anche la Cassazione con la sentenza del 4 giugno ha messo in chiaro che nei Fondi Pensione gli accordi sindacali (stipulati dalle c.d. Fonti Istitutive) non hanno affatto i poteri che pretendono di avere, e non possono togliere i diritti dei pensionati.

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Queste note non intendono sostituire le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per la compilazione del mod. 730, istruzioni che costituiscono la guida fondamentale per la dichiarazione dei redditi. Esse si limitano a sintetizzare alcuni punti salienti e di generale interesse delle varie sezioni del modulo, con particolare attenzione ai problemi dei dipendenti del credito in quiescenza.

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E’ arrivato il periodo in cui occorre preparare il materiale per la dichiarazione dei redditi. Vale dunque la pena di ricordare alcune regole fondamentali.

I punti principali sono:

  1. Le associazioni non godono in via assoluta di uno status di “extrafiscalità”, che li esenta, per definizione, da ogni prelievo fiscale, potendo anche le associazioni senza fini di lucro svolgere, di fatto, attività a carattere commerciale. L’onere di provare la sussistenza dei presupposti di fatto che giustificano l’esenzione è a carico del soggetto che la invoca (cioè dell’Associazione e non del Fisco).
  2. Vi è il divieto di rimborsi spese forfettizzati o comunque non documentati. Tale tipologia di rimborso deve essere preventivamente prevista e autorizzata dall’associazione (di regola, dal consiglio direttivo, mediante apposita delibera). Inoltre, l’ammontare del rimborso deve essere congruo e inidoneo a costituire un compenso mascherato, tale da far presupporre una forma di distribuzione indiretta di utili o altre ipotesi di aggiramento della normativa fiscale.
  3. Vi è il divieto di effettuare “prestazioni di servizi agli associati o partecipanti verso pagamento di corrispettivi specifici”, salvo che si tratti di associazioni sindacali o di categoria per finalità statutarie.
  4. E’ obbligatoria la presenza negli Statuti di determinate clausole fra cui il “divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione” e la “disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative” (quest’ultimo non previsto per le Associazioni sindacali e di categoria).

La conclusione pratica sembra essere la seguente:

  • E’ bene che le Associazioni prestino una speciale attenzione a questi principi, onde evitare pesantissime conseguenze, che andrebbero a danno dell’Associazione, ma anche a danno di coloro che hanno agito “a nome e per conto dell’Associazione”.
  • Le associazioni a carattere sindacale (o di categoria) hanno qualche agevolazione sotto questo profilo, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di riscuotere “corrispettivi specifici”.

L’articolo completo con tutti i documenti scaricabili si può leggere a questo link.

Egregi Signori Delegati,

nel dare inizio alla nostra consueta assemblea annuale, che quest’anno si compone anche di  una parte straordinaria riguardante le proposte modifiche statutarie delle quali avremo modo di parlare confrontandoci, intendo, innanzitutto, darvi un caloroso benvenuto e ringraziarvi, anche a nome dell’intero Consiglio Direttivo, della partecipazione, numerosa e qualificata, segno evidente, a mio avviso, dell’interesse comune di far sì che la nostra Federazione, attraverso il contributo che ciascuno può dare alla riuscita dei lavori, abbia sempre più un ruolo di indirizzo per l’attività di ogni singola Associazione qui rappresentata.

L’Italia ha recepito la Direttiva Europea 2016-2341 del 14 dicembre 2016 sui Fondi Pensione.
Questa Direttiva prevede a carico dei Fondi Pensione più controlli e più obblighi di trasparenza, ed attribuisce a favore degli iscritti più diritti di informazione.

La Direttiva è stata recepita con Il Decreto Legislativo 13 dicembre 2018 n. 147, che quindi ha modificato profondamente il Decreto  Legislativo 252/05 (c.d. Decreto Maroni).
Fra le novità più importanti segnaliamo la nuova funzione attuariale ed i meccanismi di controllo, compreso il ruolo del Responsabile del Fondo, che non potrà più essere un dipendente della Banca.

Ulteriori approfondimenti sul sito dell'avvocato Iacoviello.

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