Nel mese di marzo  l’INPS ha commesso un clamoroso errore nel determinare le trattenute fiscali nei confronti di circa 70.000 pensionati gestiti fino al 2012 dalle banche – ex Istituti di Diritto Pubblico – in quanto le stesse erogavano direttamente i complessivi trattamenti previdenziali ai sensi della Convenzione INPS/Banche, prevista dalla legge Amato.

In aggiunta, datata 20 febbraio, l’Istituto ha inviato a tutti i soggetti sopra richiamati una lettera di spiegazioni, senza prima accertarsi della fondatezza dei chiarimenti e senza sospettare nemmeno un attimo che le tassazioni praticate per decenni dai precedenti Enti erogatori  potessero essere esatte, visto che non era mai intervenuta, a tal proposito, l’Agenzia delle Entrate.

E’ davvero deprecabile la leggerezza con la quale si privano di consistenti somme soggetti che fanno affidamento sull’unica fonte di sostentamento, regolarmente aggredita dai nostri governanti.

E’ ugualmente esecrabile la cultura italiana di non rendere mai conto dei costi che si provocano con irresponsabilità.

Per settantamila lettere inutili, la sola affrancatura corrisponde a circa 49.000 euro e ci vorrà la stessa somma per le lettere di rettifica (escludo di scuse).

Carlo della Ragione

Presidente dell’Unione Nazionale fra i Pensionati del Banco di Napoli

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Quest’anno, in netto anticipo rispetto al 2011, il decreto interministeriale riguardante la perequazione delle pensioni è stato emanato il 16 novembre 2012. Come di norma, esso determina il valore definitivo per il 2012 e provvisorio per il 2013.

Come stabilito nell’art. 1, tenuto conto della variazione percentuale dei prezzi al consumo del 2011  rispetto a quelli dell’anno precedente, la perequazione, da erogare nel 2012 sulla base dell’importo delle pensioni in godimento al 31/12/2011, si attesta definitivamente al 2,7%. E poiché lo stesso Ministero (decreto 18 gennaio 2012) assegnava provvisoriamente per il 2012 il valore perequativo del 2,6%, ci sarà da incassare un conguaglio dello 0,10%.

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